Crisi e default, quali opzioni per noi?
Scritto da Massimiliano Brasile
20 Settembre 2011 | Opinioni
Abbiamo assistito alla recente escalation delle misure preventive, correttive e d’emergenza messe a punto dalle banche centrali e più da vicino dai governi che invano tentano di limitare le speculazioni operate ai danni di stati come l’Italia e lo stesso euro a più riprese è stato messo sotto scacco.
Si parla apertamente di scissione della moneta unica, si paventa la fuori uscita di stati dall’Unione Europea e nel frattempo dai noi le misure di razionalizzazione degli sprechi (o per meglio dire, di reperimento delle cifre richieste a copertura delle manovre) sono già partite con l’aumento dell’IVA. Ai Cinesi a caccia di un’alternativa al dollaro forse andranno le opere pubbliche, quote del debito.. e magari asset strategici del nostro paese.
Ma se state leggendo queste righe, o ci seguite da tempo o siete arrivati cercando informazioni su quali possibili opzioni possano esserci per un piccolo risparmiatore italiano desideroso solamente di tutelare il frutto dei suoi sacrifici.
Noi di PiccoloRisparmio promuoviamo da tempo l’apertura di posizioni estere che in passato permettevano principalmente di diversificare i propri risparmi a fronte persino di interessi inferiori rispetto a quanto offerto in Italia. Nella pagina dei Conti Esteri è possibile approfondire molte offerte aperte anche a cittadini italiani, da rileggere magari alla luce degli attuali rating dei paesi. E’ ovvio che per chi è disposto a trasferire i propri risparmi all’estero (e ricordiamo che va fatto tutto alla luce del sole, tramite bonifico), aumenteranno un poco le incombenze in fase di dichiarazione dei redditi, ma già sul nostro sito è possibile trovare diverse guide su come compilare il famoso quadro RW.
Tuttavia è chiaro che in tempo di crisi, gli accordi trans-nazionali sono all’ordine del giorno, come puntualmente ci aggiorna Barbamamma. E persino la Svizzera, continuamente sotto i riflettori da parte dell’OCSE e degli uffici tributari americani ed europei, non rappresenta più quel lido “offshore” che poteva essere un rifugio sufficientemente sicuro 20-30 anni fa.
Facciamo un esempio: nel caso di un conto di deposito detenuto in un altro stato membro (pensiamo a un conto in Austria per semplicità, o il deposito lussemburghese Advanzia, dove sulla carta vige ancora il segreto bancario), non ci sarebbe alcuna differenza per eventuale patrimoniale applicata su un residente italiano. Sarebbe comunque assoggettato alla tassazione come se il conto fosse presente proprio in Italia, il giorno stesso dell’attuazione del procedimento. Nel caso il conto fosse in Svizzera, nonostante lo status derivante dalla non appartenenza alla UE, nulla vieta di credere che alla luce dei recenti e prossimi trattati, la banca centrale elvetica potrebbe accordare lo stesso prelievo anche in fondi svizzeri detenuti da residenti UE. Anzi, è certo. Aprire un conto corrente o un conto di deposito in Svizzera è un’operazione più che lecita, così come lo è aprirlo in qualunque altro stato del mondo. Ma indubbiamente pensare di sfuggire a misure fiscali svantaggiose con la sola apertura nel vicino Ticino (a Chiasso o Lugano ad esempio) è una pia illusione. Forse converrebbe maggiormente aprire un conto in Germania e sperare che in caso di scissione venga tutelato il capitale per la residenza legale della banca, piuttosto che quella fiscale del risparmiatore. In tal senso penso che ottime opzioni sono anche gli investimenti in bund tedeschi o austriaci da attivare dialogando direttamente con i relativi ministeri, come ampiamente illustrato.
Altri sistemi per proteggere i propri risparmi possono essere i cosiddetti beni rifugio, termini ampiamente ricercati quando si inizia a parlare apertamente di default; per citare i più famosi: sicuramente i preziosi, sicuramente il franco, forse altre valute europee diverse dall’euro. Ma convertendo la moneta euro in qualcos’altro ci si espone sia a costi certi che a tassi variabili di cambio. Pensiamo all’oro e ai diamanti: il fixing è legato al dollaro, che sicuramente non ha vita facile con il bilancio in default tecnico degli Stati Uniti. Inoltre questo tipo di investimenti va visto in ottica di lungo periodo (converto la moneta in un bene rifugio da utilizzare tra 5-10 anni sperando che nel frattempo la situazione si sia normalizzata e che riesca anche a spuntare una plus-valenza in grado di abbattere sia l’inflazione che i costi iniziali, quelli di mantenimento e quelli di ricollocamento). E’ chiaramente una scommessa, ma per chi è interessato abbiamo trattato ampiamente gli argomenti (vedi per l’oro e vedi per i diamanti). Acquistare franchi può essere una soluzione nel breve periodo, anche se il continuo apprezzamento potrebbe rendere antieconomico farlo (a prescindere quindi se poi si detengano in Italia o all’estero). Non dimentichiamo poi i buoni consigli di chi suggerisce di investire in terreni.
La domanda di questi giorni, guardando alla nostra economia, non è più se l’Italia possa fallire, ma cosa comporterebbe una tale conseguenza sull’euro. E’ vero che la BCE non potrebbe sostenere questo fardello, è vero anche che nessuno dei grandi d’Europa potrebbe sopportarne le conseguenze. Formalmente non possiamo fallire, ma certamente andiamo incontro a nuove “razionalizzazioni”, magari anche commissariamenti della BCE e penso che i nostri amati conti di deposito non saranno intoccabili in futuro.
Con questi pensieri sorrido quando viene messo in dubbio il rating di istituti più o meno giovani, come Banca IFIS, AS PrivatBank o l’ultima arrivata Banca Sistema. Penso che prima che possano fallire, sarà lo Stato a voler prendere una fetta dei nostri risparmi “depositati”. Nel frattempo quindi perché non approfittare di tassi più elevati rispetto alla media?
Ipotizzo che in questo momento per noi piccoli risparmiatori ci sia poco da fare, al limite si può rallentare l’esproprio dei capitali portandoli all’estero, perché di fatto tra costo della vita e nuove tasse, si sta già erodendo il risparmio in modo indiretto. Per chi ha più mezzi (e come giustamente osservava qualcuno, più che piccolo è un medio risparmiatore) sono ovviamente disponibili altri scenari legati alla possibilità di esplorare gli ultimi baluardi offshore. Che non vanno intesi esclusivamente come località caraibiche, ma come costruzioni finanziarie in grado di assicurare anonimato e tutela dei propri asset (la recente cronaca poi è piena di informazioni a riguardo). Con tali costruzioni è persino possibile tutelare le proprietà come auto e case.
Personalmente sono convinto che i consistenti lavori in corso genereranno altrettanto consistenti costruzioni.
20 Settembre 2011 | Opinioni
Tags: advanzia, asset protection, austria, banca sistema, bce, cina, comunità europea, crisi, default, dollaro, euro, germania, grecia, ifis, iva, lussemburgo, offshore, quadro rw, rendimax, svizzera, terreni
Prima di aprire un conto in euro su postfinance ho chiesto
se , in caso di ritorno alla lira, i miei euro sarebbero stati convertiti in lire. Mi hanno risposto per iscritto (lettera cartacea
che ho gelosamente conservato) che non vi sarebbe stata
alcuna conversione automatica.
a mo’ di reliquia insomma 🙂
chiedo aiuto al forum, qualche giorno fà sono stato a trovare un amico che abita a Mentone (menton) sono entrato in una banca che si chiama credit du nord , ho chiesto se aprivano conti a non residenti e con mio stupore mi hanno detto di si oltretutto parlavano anche in italiano .unica cosa che non ho chiesto sono i costi e se rilasciano carte di credito. Qualcuno del forum ha esperienza con questa banca? quanto è sicura? (visto quello che stà succedendo in europa) cioè sapere se è una banca affidabile. Vi ringrazio anticipatamente
puoi sicuramente chiedere a Monica che ce ne aveva parlato due anni fa https://piccolorisparmio.eu/index.php/aprire-un-conto-allestero-francia-3.html#comment-229119772
una considerazione forse banale: parlando di crisi e default molti giustamente si preoccupano di salvaguardare i risparmi, ma i risparmi (che peraltro non tutti possiedono…) sono in fondo un “di più”, un interesse su quel capitale che è il lavoro quotidiano. Perdere il lavoro per gli anni a venire è molto peggio che perdere i risparmi degli anni passati. La salvaguardia del lavoro, in particolare per le nuove generazioni, dovrebbe essere la prima vera preoccupazione…
grazie peril consiglio Massimiliano, ora giro il tutto alla signora monica , se ci riesco.
ciao, scusa Massimiliano , come faccio a contattare monica? non ho la sua email .
Ma non conviene depositare i risparmi (sto parlando di euri cartacei) in una cassetta di sicurezza di una banca svizzera ?. Ovviamente all’oscuro di tutto.
scusa se ho eliminato la mail dal tuo messaggio, per le comunicazioni utilizziamo la pagina dei contatti che può tutelare la privacy sia di chi scrive che di chi risponde.
devo avvisarti però che in questo momento Monica è in vacanza e forse le sarà difficile rispondere, ma tentar non nuoce.
Si, ma una volta che si è aperto il conto a Malta poi in quale nazione conviene domiciliarsi?
potendo scegliere, la maggiore flessibilità è sicuramente data da una qualunque nazione extra-UE, magari del Commonwealth.
Magari Canada, con conto in valuta sterline inglesi? E la mia banca, quando faccio l’approccio per trasferire dei soldi all’estero, che faccia faranno :))
dispiaciutissima! come minimo ti offriranno uno 0,5% in più per vincolare i tuoi risparmi in obbligazioni della banca stessa 🙂
Fisco, vicino l’accordo Italia-Svizzera
http://www.corriere.it/economia/12_agosto_10/fisco-vicino-l-accordo-italia-svizzera-claudio-del-frate_1332622c-e2ac-11e1-84ce-ad634664744d.shtml
ho chiesto alla mia consulente hsbc parigina e ufficialmente mi ha risposto che NON aprono conti correnti a distanza. Alcune eccezioni si hanno per dipendenti (di solito con posizioni manageriali medio alte) di aziende multinazionali che hanno conti aziendali in hsbc (spesso per benefit come azioni gratuite o stock options) e che riescono ad aprire anche a distanza.
ho letto bene?! 25% di prelievo? anche se sono risparmi sudati e già stra tassati in italia?
applicato solo a soldi evasi al fisco, non certo a risparmi in regola trasferiti a mezzo bonifico e denunciati nelle dichiarazioni dei redditi.
Segnalo http://www.orwellunion.com , offrono apertura da remoto di conti correnti a non residenti (banca in nuova zelanda, paese economicamente stabile e al di fuori da area Euro / USA). Sito anche in italiano. Qualcuno ha già avuto a che fare ?
grazie per la segnalazione!
ho fatto un bel giri e sembra davvero un’offerta allettante (zero costi di apertura e di gestione). peccato non siano disponibili fogli informativi dettagliati, ma hanno un ufficio commerciale anche a Milano e non escludo di contattarli per avere informazioni pratiche.
vorrei ad es. sapere se hanno c/c d’appoggio in Europa per facilitare i trasferimenti offshore, quali servizi sono agganciati ai conti correnti, quali gli interessi corrisposti sui conti di deposito e non ultimo per importanza le peculiarità del conto corrente basato su oro (XAU).
recapiti tel ed email non validi, versione IT con traduzione molto approssimativa… molte perplessità
hai contattato il call center italiano?
si, risultano di fatto non contattabili ai recapiti indicati
Infatti ho chiesto se qualcuno avesse già sperimentato ….
ho provato invano ai recapiti email e tel
in effetti ho provato anche io è una voce automatica chiede di inserire il numero di mailbox.
il dominio orwellunion.com è registrato a nome di Franco Mignemi di http://www.orwellg.com, se non si tratta di un caso di omonimia è anche citato in http://bit.ly/1A6NWz2
provo a contattarlo direttamente