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Dematerializzazione del libretto postale

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20 Settembre 2022   |   Home Page - Apertura, Varie

Dematerializzazione del libretto postale

Epocale cambiamento per uno storico prodotto postale che nasce nel 1875 e che ora è possibile letteralmente far sparire, con vantaggi sia in termini di operatività che di praticità offerti dalla dematerializzazione.

Il libretto postale tradizionale (cartaceo) prevede un massimo numero di 28 scritture nel foglio che lo rappresenta. Nel momento in cui si superano le movimentazioni stampabili o si supera un periodo di tempo limite stabilito dalle Poste (che ad esempio ci viene segnalato o al PostaMat o in App nel caso non si utilizzi da tempo e che ci impedisce di operare) ci si deve presentare nell’ufficio postale che lo ha emesso per aggiornare i movimenti ed eventualmente far sostituire il foglio.

Nel mio caso, non avendone bisogno (avendo traccia dei movimenti di accredito e addebito da App o sito web), ho ignorato gli aggiornamenti cartacei per circa 5 anni e al momento di far aggiornare il libretto io e l’operatore abbiamo dovuto attendere la stampa di oltre una decina di fogli per le varie movimentazioni intervenute in questi anni (ovviamente con la pausa tra un foglio e l’altro, dato che ogni foglio comporta per l’operatore la necessità di ricominciare l’aggiornamento). Una volta terminata questa lenta e anacronistica procedura (peraltro obbligatoria e non derogabile) è possibile però scegliere se mantenere il libretto in forma cartacea o dematerializzarlo. Il principale vantaggio è il fatto che non ci si dovrà più recare all’ufficio postale per gli aggiornamenti di rito e inoltre non si avrà più alcun limite sul numero delle movimentazioni. Altri vantaggi non secondari sono rappresentati dalla possibilità di operare in totale autonomia da App o sito web per le sottoscrizioni, aggiornamenti di sicurezza, consultazioni dei movimenti.

La procedura prevede di aver attivato prima di tutto la Carta Libretto (di cui abbiamo parlato molti anni fa), ossia il PostaMat legato al libretto postale che è gratuito e permette di prelevare in autonomia dai PostaMat. Una volta che la carta è attiva e operativa, si può scegliere di dematerializzare il libretto chiedendolo esplicitamente allo sportello. Dopo le pratiche di rito (occorre presentarsi con la carta conoscendone il pin, un documento identificativo valido e la tessera sanitaria per il codice fiscale), saranno chiuse le partite aperte che necessitano di aggiornamento cartaceo e dopo aver ritirato ogni foglio a noi resterà solo la carta sui cui operare tramite App BancoPosta e PostaMat. Per festeggiare l’evento ho riconsegnato anche la custodia del libretto, ormai vuota e priva di scopo.

A questo punto si apre una seconda fase che ci permetterà di frequentare molto meno l’ufficio postale: va infatti abilitata l’operatività sul libretto dall’App.

In questo caso va seguita una specifica procedura presso un PostaMat: dopo l’autenticazione si deve scegliere “Servizi e Opzioni” e poi “Abilitazione App BancoPosta” che presenterà per 60 secondi sullo schermo un QR code da inquadrare con la funzione di lettura QR code dell’App BancoPosta. A valle di questa procedura ne sarà sbloccata l’operatività.

Va detto che nel mio caso la procedura non andava a buon fine: pur inquadrando correttamente il QR code con uno smartphone Android, l’App sembrava non rilevare alcun dato da decifrare e presentava un messaggio d’errore (a nulla è valso provare con diverse esposizioni di luce o cambiare ora, giorno e PostaMat).

Prima di avventurarmi a spiegare la dinamica del problema all’assistenza tecnica, ho seguito una procedura alternativa che nel mio caso ha funzionato:

  • invece di usare l’App BancoPosta, ho inquadrato il codice visualizzato sul PostaMat con un’applicazione gratuita per codici QR (vanno tutte bene, basta che consentano di copiare il dato decifrato o lo aprano nel browser)
  • il dato del QR code è una URL comprensiva di un token che va aperta entro i 60 secondi nel browser (quest’azione già conferma ai server delle Poste che il token è stato decodificato e lo stiamo comunicando da un’App in cui siamo stati già autenticati da loro)
  • dal server delle Poste, il browser dello smartphone mi ha rediretto all’installazione dell’App BancoPosta; essendo l’App già installata, il Play Store mi ha proposto di (ri)aprirla, ma in realtà era attiva in background, quindi è stata solo portata in primo piano e a quel punto la procedura di autenticazione si è conclusa correttamente sia sullo smartphone che nel Postamat.

Infatti sul PostaMat è comparsa una schermata in cui avevo conferma dell’esito positivo della procedura e ora ho la possibilità di sottoscrivere buoni postali e/o movimentare il libretto come se fosse un conto corrente postale e ho anche la possibilità di gestire le operazioni sui libretti minori associati alle mie figlie, sui quali ho attivato i PAC Piccoli e Buoni di cui ho già parlato.

Se non ci fosse stato l’intoppo del QR code avrei concluso la procedura il giorno stesso in cui ho chiesto di dematerializzare il libretto e francamente non ero a conoscenza di questa possibilità, altrimenti avrei chiesto di attivarla appena possibile e a meno che non si facciano pochissime movimentazioni la consiglio a tutti i possessori di libretto postale.

Scritto da Massimiliano Brasile

Massimiliano Brasile

Ingegnere, autore di svariati articoli tecnici nel settore IT, appassionato di finanza personale, crawling e android. Vedi il profilo anche su Google+.

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