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Per chi suona la campana: Usa, Ue, Cina, Giappone, Italia

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20 Agosto 2011   |   Opinioni

Per chi suona la campana: Usa, Ue, Cina, Giappone, Italia

L’Italia è in crisi.
Se ora lo scrivo va bene perché è ufficiale, ne parlano addirittura stampa e telegiornali, quindi ora esiste questo problema: il micidiale cocktail del debito enorme e una crescita terribilmente bassa.
Certo, l’Italia non è la sola a dovere affrontare questa ondata speculativa, ma il detto “mal comune mezzo gaudio” non credo possa tranquillizzare gli italiani verso non solo le perdite dei loro titoli ma soprattutto sui sacrifici che saranno sulle loro spalle.

Se si evitasse di trincerarsi dietro i fondamentali e si facesse da subito una manovra pesante, dura ma decisiva sarebbe meglio. Invece faremo a bocconi e sarà peggio, alla fine spenderemo di più e perderemo molte nostre aziende, basti vedere cosa è successo in un anno in Grecia, manovra dopo manovra. Peccato perché è una strada che percorreremo anche noi seppur con modalità diverse, non perché siamo comela Grecia, ma perché siamo l’Italia e appunto abbiamo un debito e un peso sul PIL europeo che ci fanno essere dei sorvegliati speciali. Badate che gli italiani stanno già pagando: ad ogni colpo speculativo sia borsa che titoli di Stato hanno delle perdite (potenziali certo, solo sulla carta finchè non vendete), ma considerato che nei portafogli italiani ci sono molti titoli di Stato e azioni italiane (acquistate direttamente o con fondi comuni e gestioni) c’è poco da fare sonni tranquilli. Senza considerare qualcosa di cui non si parla: i fondi pensione, quelli in cui molti hanno messo il proprio tfr, che hanno di certo perdite ma di cui non troverete servizi giornalistici in merito perché vedete in questi casi,  il dictat è sempre lo stesso: non creare allarmismi. I giornali, il vostro consulente bancario, la classe dirigente vi diranno di stare fermi di non muovervi, non vendere, non spostare, non esportare all’estero i risparmi, ecc. Dovete stare fermi,  perché il mercato è già ballerino così e se si aggiunge un panico da mercati gli effetti possono creare problemi di maggiore volatilità a chi muove i fili della finanza. Gli italiani quindi stanno già pagando, peggio che una patrimoniale, ma tanto poi (non prima ma poi) arriverà anche quella, forse, perché per uscire da tale crisi la classe dirigente europea sa benissimo cosa fare, il problema è che le misure sono talmente impopolari che si cerca di rimandare per evitare danni elettorali, e invece alla fine le manovre dolorose penso si faranno, ritardarle significherà pagare di più e far guadagnare i soliti noti cioè le economie reali di chi ci governa (qualche Stato oggi, Bce domani). Attenzione non parlo di finanza perchè se un Paese europeo ha crisi noterete che anche le borse di Parigi e Francoforte scendono, parlo di economie reali intendendo acquisti di aziende.
L’Italia non potrà essere salvata dagli altri Stati, questo non è ufficiale, così come non lo erano le mie opinioni sulla speculazione di Btp e titoli bancari scritte su articoli di qualche mese fà: l’Italia non è vero che è intoccabile perché ha un debito troppo grande, anzi è proprio questo che la rende insalvabile con un fondo salva-Stati. Quanti soldi ci vorrebbero, chi li metterebbe questi soldi, chi pagherebbe questa assunzione di rischio? Anche solo tentare di salvare un grande Paese come Spagna e Italia significa rimandare i nodi della moneta unica su economie diverse e fiscalmente autonome, e rischia di creare speculazione anche su economie europee più solide. Ma i big europei nel breve periodo avrebbero più difficoltà se non intervenissero e lasciassero marciare la speculazione sull’euro, motivo per cui bisogna intervenire, tenere il mercato il più possibile e nel frattempo trovare la soluzione definitiva, non indolore, ma guidata, canalizzata. Certo, il mercato lo sa, e colpisce anche dopo le migliori dichiarazioni politiche, perché oggi ha intuito ciò che sta cambiando e contribuirà a cambiarlo.
Chi detiene il nostro debito detiene la nostra politica economica, e a fronte del rischio emittente, e/o di un’eventuale allungamento del rimborso (semmai un giorno avvenisse mai), può tenerci in vita per tenere in vita l’Euro e compensare il rischio facendi shopping nella nostra nazione, comprando a saldo nostri asset strategici, percorso già in atto del resto da parte di qualche Stato, notamentela Franciaela Germania.
La crisi non è mondiale, la crisi è sui Paesi più globalizzati finanziariamente e con lati deboli o fragili, la speculazione è economica ma anche politica, è in atto una lotta di colonizzazione mascherata da aiuti istituzionali.
Signori, non esitono crisi ma solo opportunità (il motto che si sente nelle sale operative finanziarie e secondo me anche in qualche salotto aziendale ed istituzionale).
Vediamo una panoramica veloce su alcuni Paesi:
–         USA: per avere la febbre si deve avere almeno 37, è la soglia febbrile, immaginate che si decida che la soglia passa a 38; vi troverete ad avere la febbre, ad essere di fatto malati, ma non formalmente. Gli Usa sarebbero già in default tecnico se non avessero aumentato la soglia del debito, e non è certo la prima volta che lo fanno. Il mio è un esempio semplicistico,ma evocativo per sottolineare che era ovvio che gli Usa non erano più un tripla A (seppur si tratta sempre di una grande economia), il sostegno era determinato in parte dal QE, stampare moneta da parte Fed, ma non pensavo che un giorno qualcuno avrebbe fatto un downgrade perchè chi mai avrebbe potuto osare contraddire la tripla A americana, anche solo per la forza politica che gli Usa hanno ancora? Ma ora che questo è stato fatto, tutto è possibile, nessuno è più intoccabile. Per l’Italia non è una buona notizia questo downgrade anche perché S&P ha valutato nella sua decisione il processo politico statunitense, e ricordo che sempre S&P pochi mesi fa ha chiaramente indicato che avremmo subito un downgrade anche noi nel caso di stallo politico e mancanza di riforme. Direi quindi che la situazione odierna non ci fa state obiettivamente tranquilli e penso che S&P o Moody’s ci metteranno sotto osservazione nel prossimo anno.
–         Cina: nemmeno la Cina può permettersi una crescita esponenziale infinita, e prima o poi qualche cricca la avranno anche loro. Per ora , sul piano della economia politica il messaggio è chiaro: gli Usa hanno bisogno della Cina che è il loro maggior creditore, mala Cinanon può permettersi degli Usa in eccessiva crisi finanziaria altrimenti ne và delle loro finanze. Le due economie hanno bisogno l’una dell’altra, seppur rimarrà sempre viva la corsa alla leadership che alla fine vedrà perdente gli Usa e vincente l’India.
Ho detto India? Eh eh…
–         Giappone: secondo me il Giappone ha già fatto il giro di boa, non è più sostenibile la loro situazione col debito più alto del mondo, la popolazione anziana e mancanza di efficaci politiche di immigrazione (sennò chi lavora e chi paga le pensioni?), ma per ora tutto tace. Secondo me prima o poi arriverà anche il caso Japan, ma forse qualcuno ha deciso che non è ora il momento.
–         UE: questo è il capitolo più dolente. Stando così, fra 10 anni ci sarà l’euro come lo conosciamo oggi? Come disse Manzoni: “ai posteri l’ardua sentenza”. L’Ue se cercherà di tentare di salvare qualche Stato (o meglio i mercati e l’euro) con operazioni straordinarie come l’acquisto di bond italiani da parte Bce si potranno avere dei periodi di apparente calma, ma poi ne risentirà la moneta unica insieme alle borse europee, perchéla Bcenon può diventare un hedge fund, né permettersi di comprare i titoli di ogni Paese membro in difficoltà. Un fardello del genere significherebbe far affondare tutta la barca, la zavorra rischia di fare troppi danni. Morirà Sansone con tutti i filistei? Lasciare uno Stato al suo destino sarebbe comunque un errore se venisse fatto subito, quantomeno per le opportunità da giocarsi nell’acquisto dei suoi assets, e comunque creerebbe incertezza sul futuro dell’Ue e della moneta unica. Gli Stati hanno già deciso, hanno bisogno ancora di un po’ di tempo per sistemare qualche partita e qualche affare nazionale. La strategia potrebbe essere quella di spingere ad ogni ondata speculativa lo Stato in questione , ad esempio l’Italia, verso nuove e sempre più pesanti manovre fino ad arrivare a far vendere i gioielli di famiglia,  privatizzando ad esempio l’Eni, acquistando ad esempio le aziende italiane che oggi hanno una patrimonializzazione tale da essere preda di scalate(Unicredit, Generali e altre aziende hanno una quotazione che era impensabile tre anni fa), e magari puntando anche sullo sfruttamento (ehm, concessione) di siti turistici, archeologici, in gestione a società private straniere. Noi abbiamo qualcosa che ci invidiano all’estero: un discreto risparmio privato (che fa gola a banche estere e sim) ; il maggior patrimonio artistico mondiale (pensate quindi alla rete di trasporti passeggeri aerei e ferroviari, alla gestione turistica); e una bella posizione assolata al centro del mediterraneo (pensate al solare, il futuro si gioca sull’energia). Non se li lasceranno sfuggire.
L’Europa della moneta unica deve diventare grande e capire cosa vuole essere, così non va avanti, o tira a campare rischiando lo sfaldamento o decide di diventare  una federazione e a questo punto ci vuole una politica fiscale comune, un governo europeo incisivo e una politica estera comune.
–         Italia: il debito è enorme e la crescita debole, seppur il Paese ha ancora un discreto risparmio privato, motivo per cui la speculazione si è svegliata, o meglio, qualcuno se era già accorto che i conti non andavano e le prospettive neppure ma per permettere di alleggerire le banche del rischio Italia era necessario che i mercati fossero tranquilli. E’ ad esempio noto che Deutsche bank ha venduto 7 mld di titoli italiani su 8 mld detenuti, un vero scarico che forse ha anche una motivazione politica, ma per ora ragioniamo solo su ambito economico. Un tempo, in maretta, lo Stato svalutava, un tempo era più difficile burocraticamente spostare le proprie aziende all’estero, un tempo l’Italia aveva una crescita molto più alta di quella odierna, un tempo l’Ue non era ciò che è diventata oggi (l’erosione della sovranità nazionale è un processo noto e aderito dagli Stati membri), la finanza non era così globalizzata e i risparmiatori italiani investivano in titoli di Stato, libretti e qualcuno in qualche azione italiana passando sempre dalla banca (internet non c’era ancora). Quindi nulla sarà come prima perché nulla è come prima, il momento storico, sociale, economico è diverso, enormemente diverso.
Il Paese ha vissuto sopra le proprie possibilità ed ora o si rinuncia a qualcosa (o molto) o si perde tutto.
Questo si tradurrà in alcune manovre molto pesanti, perché i mercati vorranno risposte in tempi brevi, risposte concrete, cifre immediate, che non possono limitarsi a prospettive. Per intenderci, la crescita per essere strutturale e sana necessita di tempo, di anni, quindi è certo importante agire per la crescita ma in tempi brevi sarà necessario agire tagliando la spesa, aumentando tasse e  tariffe e privatizzando. La risposta sarà quindi amara per le tasche degli italiani, ma ogni ritardo costerà molto di più rispetto ad agire subito. La ricetta è già nota, è stata già attuata da altri Paesi europei. Gli investitori vogliono risposte in breve periodo, con tempi molto veloci, e quindi bisognerà fare cassa e nel caso in cui essi dovessero verificare dei tempi di risposta lenti e approssimativi il mercato si muoverà a tal punto da costringere a politiche impopolari prese dal governo eletto oppure da un governo tecnico presieduto da personaggio di rilievo economico internazionale, ad esempio Monti o Bini-Smaghi. In realtà un governo tecnico c’è già, presieduto da Francia e Germania: l’Ue sta già dettando all’Italia l’agenda economica così come fatto perla Grecia.
Il mondo economico, sociale, politico sta cambiando pelle. La campana suonerà per qualcuno di questi Paesi citati o per tutti?
Forse il double dip è alle porte
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20 Agosto 2011   |   Opinioni

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114 commenti su “Per chi suona la campana: Usa, Ue, Cina, Giappone, Italia”

  1. Broker88 ha detto:

    Che dire…semplicemente straordinario

  2. Mauro Corradi ha detto:

    Secondo me barbamamma la campana suonerà per il mondo intero, perché con la globalizzazione siamo tutti sulla stessa barca. Di certo ne risentiranno meno quei paesi emergenti con basso indebitamento,tenori di vita da sempre modesti,  stato sociale e sindacalizzazione inesistenti, alto potenziale di crescita. Se di quei paesi ce ne fosse uno con almeno una banca che mi aprirebbe il conto a distanza non avrei esitazione a spostarvi una quota di risparmi.

  3. Valerio ha detto:

    l´INDIA?

  4. PaoloF ha detto:

    L’ analisi è per molti aspetti condivisibile, rimane che siamo vittime di un terrorismo e una distorsione informativa enorme.
    Il debito dei lander tedeschi (da aggiungere al debito statale Tedesco) è un terzo di quello Italiano.
    http://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/wie-deutschland-in-seinen-schulden-versinkt/4465634.html

    Ero invece curioso di approfondire un aspetto (legislativo?) sul fatto di detenere i risparmi in un conto
    presso una banca estera in Italia (Duetsche Bank,RBS,UBS ad esempio).
    Esemplifichiamo con deposito con obbligazioni Tedesche su conto Deutsche Bank.
    Quali rischi si corrono in caso di (ipotetica) suddivisione Euro1/Euro2?
    E in caso di uscita della Germania dall’ Euro?
    Puo’ un intervento legislativo italiano(conversione forzata della moneta ad es.) avere effetto sugli asset di una banca estera in Italia?

    Grazie per il grande lavoro che ci offrite

    PaoloF

  5. barbamamma ha detto:

    manco a dirlo pochi giorni fà.. moodys ha tagliato il rating al giappone.. qualcosa scricchiola..

  6. barbamamma ha detto:

    PaoloF, siamo nel campo delle ipotesi e nessuno saprebbe davvero risponderti. Si potrebbe ritenere probabile una divisione euro1 euro2 che tenga conto della territorialità della banca (dove sta) e della nazionalità del titolo, quindi un bond tedesco seguirebbe l’eurotedesco, il cash depositato  nel territorio italiano (anche su banca straniera) seguirebbe la denominazione euroitalia, ma  ripeto, è solo una ipotesi paventata da qualche economista, per me possibile, ma non certa, vedremo solo col tempo se si verificherà la situazione come faranno i  nostri governanti europei

  7. R Porciatti ha detto:

    Ho un quesito da porvi;
    Detengo euro in cc a PostFinance. Domani la moneta unica si spacca Euro 1 e 2.
    Da qui ci sono diverse correnti di pensiero secondo cui o potrei veder convertiti i miei euro in euro 2 secondo la cittadinanza o vederli comunque rimanere in 1 per effetto della territorialita’ su cui si trovano i soldi, e cioè la Svizzera.
    Posso pero’ eliminare questo rischio acquistando magari delle obbligazioni di cassa delle stesse PostFinance, magari a breve 2 anni per intenderci. Questa operazione secondo voi potrebbe proteggere da un ipotetico cambio Euro 1 in Euro 2 forzoso dovuto alla cittadinanza fiscale ?
    Grazie a chi vorrà rispondere
    Riccardo

  8. Molli E ha detto:

    Buongiorno,
    a questo indirizzo offrono una risposta alla sua domanda.
    http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2011/08/attenti-detenere-liquidita-in-euro.html

    Saluti

  9. mi sono permesso di correggere il link con quello diretto.

    in effetti, leggendo il parere di Paolo Barrai viene voglia di investire più in franchi che in euro; resta comunque la posizione ufficiale della banca ( vedi https://piccolorisparmio.eu/index.php/postfinance-default-italia.html ) che diversifica gli investimenti in tutta l’area, non solo nei PIIGS per capirci.

  10. Frau Roberta ha detto:

    Ciao mi chiamo Roberta volevo chiederti se le trattenute nella busta paga cambiano se non rinnovo la richiesta degli assegni di un figlio

  11. siamo abbastanza fuori tema per la domanda, comunque gli assegni familiari implicano variazioni sulle detrazioni. le trattenute si applicano sul lordo complessivo, quindi indirettamente è chiaro che se rinunci agli assegni avrai una maggiore incidenza delle trattenute.

    puoi fare una simulazione da sola con il foglio di calcolo che trovi nella colonna di destra alla voce “Calcolo del netto” tra i Siti consigliati.

  12. Riccardo ha detto:

    La mia domanda e’ ….siccome PostFinance ci ha risposto positivamente sembra di capire riguardo al mantenimento della moneta Euro 1, ma forse non sarebbe piu’ sicuro per tagliare la testa al toro dalle eventuai ipotesi una obbligazione di cassa?
    Tasso fisso per 2/3 anni…e se succede qualcosa certo su quelli non potranno intervenire!
    Cosa ne pensate?
    Riccardo

  13. eric ha detto:

    Mi pare di aver capito che Barrai intenda piuttosto consigliare l’acquisto di un bund tedesco, ma tramite un conto in euro (legalmente dichiarato) presso una banca svizzera; e, soprattutto, il mantenimento, presso quello stesso conto, del bund acquistato.
    Cioè, non mi pare che parli di conversione in chf dei nostri euro italiani.
    Almeno, così mi sembra.

  14. ma se voglio investire in bund tedeschi non ho necessità di farlo tramite un conto svizzero: il ministero tedesco mi dà la possibilità, in quanto cittadino UE, di dialogare online direttamente con lui ( vedi https://piccolorisparmio.eu/index.php/investire-online-in-bot-tedeschi.html ).

    se investo in Svizzera, per cautelarmi da problemi di default e split euro, a mio parere dovrei considerare la moneta locale in primis, o perlomeno considerare la possibilità di avere un conto in euro e uno in franchi, per effettuare giroconti (o girofondi se scelgo istituti diversi).

  15. eric ha detto:

    Mi sembra di capire che non è tanto importante avere il bund, quanto dove lo si conserva.
    I dollari degli argentini, conservati in conti nazionali, furono sottoposti ad una conversione in pesos forzata, invece chi salvò i propri da questa imposizione furono coloro che li avevano spostati all’estero, per tempo.Mi pare molto improbabile che una legge italiana possa imporre ad una banca svizzera la vendita forzata di un bund tedesco acquistato da un conto (legalmente dichiarato) di un cittadino italiano.Poi, il detenere euro liquidi in Svizzera solleva, a mio avviso, un quesito: in caso di euro 1 e euro 2 (uno necessariamente più debole dell’altro) gli euro dei correntisti italiani quale sorte seguirebbero ?
    Cioè, più della patrimoniale temo la svalutazione.
    In Argentina (all’epoca del default) si passò da una situazione di parità col dollaro USA ad una ove per un dollaro occorreva sborsare quasi 4 pesos (senza parlare dell’inflazione che seguì).
    Non ci sono delle analogie tra euro 1 ed euro 2 ?

  16. eric ha detto:

    Obbligazioni in euro o chf ?

  17. siamo perfettamente d’accordo, infatti parlavo di cautelarsi con il franco.

    ma se investo in bund “direttamente”, ossia senza tramiti bancari italiani, dialogo direttamente con il fisco tedesco che crea un account per me in Germania e in euro (così come fa l’Austria, che in più adotta tuttora il segreto bancario). se per ipotesi il fisco italiano volesse appropriarsi di quelle somme, dovrebbe chiederlo alla Germania dato che l’investimento sarebbe su suolo (e banche) tedesco.

    per i discorsi sulla svalutazione, spero possa aiutarci ad approfondire Barbamamma.

  18. eric ha detto:

    Non conoscevo la possibilità di acquistare bund in questo modo diretto: così facendo, dovremmo trovarci (in caso di euro 1 e 2) con in mano euro forti. Grazie 

  19. per questo ti ho indicato la recensione dei bund tedeschi, leggila con calma anche se nel frattempo il sito è stato aggiornato e diverse informazioni hanno cambiato posto.

    ti consiglio anche quella sui bund austriaci https://piccolorisparmio.eu/index.php/investire-online-in-bund-austriaci.html che a mio parere sono anche più semplici da gestire.

  20. Mauro Corradi ha detto:

    E’ evidente che Barrai limita il suo raggio d’azione alla Svizzera, a differenza di noi che già da parecchio siamo andati oltre la Svizzera, accendendo a distanza conti in paesi (Francia, Lussemburgo, Austria, Belgio) che allo stato attuale delle cose sono candidati a rientrare nell’ipotetico Euro 1.  

  21. barbamamma ha detto:

    brevemente qualche risposta ai vari temi trattati nei commenti:
    – svalutazione: in caso di uscita di un Paese dall’Euro non è probabile, ma certa e anzi dirò di più è auspicabile. E’ proprio questo che teme la Germania: che una new coin greca ad esempio o italiana possa essere più competitiva in termini di esportazioni che l’euro tedesco. Ricordate quando con la Lira c’erano le svalutazioni competitive per far ripartire l’export e il turismo dall’estero? ecco..
    – fanno piacere i ragionamenti di fino sulla eventuale spaccatura dell’euro in due valute, ma siamo nel campo delle ipotesi. L’ipotesi più possibile sembra quella della territorialità, ma non possiamo saperlo. La cosa che preoccupa è la grande confusione che la classe dirigente italiana ha in questo momento delicato, cosa che mi aspettavo ma meno peggio di come la sto seguendo. Il caos regna nelle decisioni, si sta stravolgendo il dictat BCE (cioè tagliare SUBITO sulla spesa della pubblica amministrazione e tassazione maggiore ad hoc. Non ho letto la lettera ma così ne parlano in Francia) mentre si sta andando alla deriva e ciò implica una nuova e più incisiva manovra. Del resto lo avevamo anticipato, nemmeno questa basta, la storia con la Grecia si ripete, inizialmente per non scontentare le lobby interne si fanno certe manovre, poi chiaramente insufficienti se ne fanno altre , fino ad arrivare a quelle davvero impopolari. Meglio una ferma, decisiva che altre tre in escalation, con danni nel tessuto di coesione sociale terribili. Ma la ragione non fa rima con politica e allora..
    – il franco svizzero: certamente si apprezza quando c’è crisi  ma attenzione! infatti la svizzera non può permettersi un euro troppo debole, infatti recentemente per riequilibrare le valute la banca centrale svizzera ha operato sui tassi. Un franco un pò più alto ok, un franco troppo elevato rispetto all’euro non va bene per la svizzera, non lo potrà mai accettare in questo periodo, quindi attenzione : in chf non è come l’oro! l’oro volerà anche a quota 2k usd oncia, il chf non potrà certo esagerare nel suo apprezzamento anche se certamente a volte pare davvero ingolosire. Quanto a paragoni con l’argentina.. l’argentina non faceva parte dfell’unione dell’america centrale, invece l’italia è parte della Ue, come a dire che le situazioni sono diverse sia in termini politici che economici.  Fino a quando l’Europa potrà permettersi delle sacche come Svizzera, Lichtenstein e Lussemburgo?

  22. [..] “si fanno certe manovre, poi chiaramente insufficienti se ne fanno altre , fino ad arrivare a quelle davvero impopolari”

    la leggiamo come una possibile patrimoniale?

  23. Vonloon ha detto:

    più che patrmoniale che potrebbe certo avvenire ma in un secondo momento se davvero diventa prioritario stanare l’evasione ( e certi malaffari del sistema mafioso), io temo per chi vive in Italia a tagli pesanti sulla sanità fino ad una quasi privatizzazione, penso alla reintroduzione di tassazione sulle case ma non certo con la piccola Ici, ma con tasse che tengano presente i valori reali degli immobili. Magari non si arriverà mai a questo, certo prima ci sono altre cose da privatizzare, altre aziende e beni demaniali, ma forse a volte non si ha ben presente l’enorma massa di denaro che l’Italia deve tirare fuori. Un banale paragone visto che l’ho vissuto: in Francia hanno fatto risparmi per 5 mld di euro tassando i più ricchi, in Italia siamo ad una manovre con botte da 70 mld, 40 mld e la prossima forse entro dicembre da altri 20 (con ottimismo se riparte la speculazione e ripartono gli spread col bund), e questo non è una tantum.. vi rendete conto di cosa sia un debito pubblico di 1900 mld di euro con una crescita che è semi inesistente? Io non so come ci si risolleverà, in termini di crescita, però se bisogna tagliare e recuperare subito soldi certi ( e non presunti da presunti recuperi dalla evasione, perchè li se lo Stato trova 100 viene ripagato con 10 e si sà..) la spesa più grossa è della sanità, e di certo la maggioranza degli italiani ha una casa e quindi se devo o sono costretto a trovare subito i soldi e le altre manovre hanno fatto cilecca il barilone da raschiare è evidentemente su queste due linee.. in tale situazione, con un Paese dove quasi ogni famiglia ha una persona anziana che invecchia e che necessità di cure, voglio vedere se non ci sono frizioni sociali quando devo pagare quasi tutto.. e se poi lavoro, devo pensare alla mia vecchiaia e a quella dei genitori e in più arriva la vera forte tassazione sulla casa, che certo non posso esportare in svizzera, ecco che le frizioni sociali possono aumentare. Se poi non si farà nulla contro gli evasori, quelli che pagano eccome se non fanno la rivolta, altro che 92, qua cambierà tutta la classe dirigente e imprenditoriale del Paese

  24. Barbamamma ha detto:

    non so perchè, ma VONLOON è Barbamamma, quindi sono io che ho risposto, devo avere combinato qualcosa..succede specie con due pupetti che litigano per i cartoni!

  25. tranquilla, qui compari come Barbamamma!

  26. Vonloon ha detto:

    **alert** Ieri mi chiedevo qualcosa che mi chiedo da tempo, cioè se è possibile che in aerea Europea possano esistere sacche di possibile evasione o elusione come avviene per la Svizzera, lichtenstein e Lussemburgo. Ebbene è in arrivo un concordato con la svizzera per tassare i conti cifrati. Forse nessuno saprà quanto (per coloro che lo hanno cifrato) denaro avete, ma la tassazione vi arriverà comunque, e badate che questo passo, anche se non dovessero farlo ora, prima o poi lo faranno ed è un passo che farà tutta l’europa, perchè in momenti di crisi nazionali non ci si può permettere che facilmente si spostino al vicino i conti per non dichiararli (sottraendo risorse al Paese come entrate) e probabilmente sarà sempre più difficile aprire una società magari di diritto lussemburghese. In Francia si parla di tassare moltissimo ad esempio le aziende francesi che hanno delocalizzato, quindi producono a costi cinesi o sloveni e vendono a prezzi occidentali con margini evidentemente elevati. La crisi del 29 portò a nazionalismi inaspriti, non dico che sarà uguale, ma per salvare la baarca nazionale gli Stati faranno ogni manovra possibile, col tempo ma la faranno. E’ finita la pacchia, ora ciò che conta per il futuro non è dove hai i soldi o dove sta la sede della tua azienda, ma di che nazionalità sei.

  27. Barbamamma ha detto:

    La Svizzera ,  il consiglio federale, ha stanziato 870 mld di franchi per sostenere la crisi. Ebbene si, la svizzera inizia a vedere disoccupazione, delocalizzazione per mancanza di margini visto l’apprezzamento in sede di export , vita interna sempre più cara e stessi svizzeri che acquistano prodotti negli stati confinanti. L’euro troppo debole non va quindi bene. I frontalieri sono visti malissimo, provocatoriamente come dei ratti che si “accontentano” di salari più “bassi” tanto se vivono a Como o a Mulouse per loro il salario è altissimo rispetto al costo della vita non svizzero. Si inizano con rappresaglie più o meno simbolico-politiche ma che toccano anche le tasche. Lo ripeto, qualcosa di grande sta cambiando, la storia va avanti, lo status quo delle cose, Stati, economie non è mai per sempre, ogni tot decenni si cambia, penso che siamo in una fase di cambiamento storico.

  28. eric ha detto:

    Ho visitato il sito per l’acquisto on line di bund; ma occorre recarsi presso la loro sede di Francoforte, o presso un ufficio postale tedesco per autenticare la firma.
    Piuttosto scomodo.

  29. Freekess ha detto:

    Purtroppo l’identificazione presso le poste tedesche è richiesta anche per l’apertura di un conto corrente o un conto deposito in Germania. Avevo provato con CortalConsors.de che apre conti agli stranieri e mi è arrivato il formulario d’itentificazione con il quale recarmi presso un qualunque ufficio postale tedesco. Sarebbe interessante sapere se si può procedere in alternativa presso un’ambasciata od un consolato di Germania.

  30. Mauro Corradi ha detto:

    il più comodo da aprire ed intuitivo da operare è Bundesschatz. Apri quello. Del Tesoro austriaco puoi fidarti come di quello tedesco.

  31. Barbamamma ha detto:

    NUOVA MANOVRA GRECA:  tasse sulla proprietà, e sui depositi con sede in banche straniere. CAPITO? ci stanno solo anticipando… 

  32. Mauro Corradi ha detto:

    abbiamo letto stamani Barbamamma.  E abbiamo capito molto bene. Che ce li tassino pure, quando vorranno farlo anche da noi. Noi non ci faremo spaventare: continueremo a lasciarli all’estero, irriducibilmente.

  33. Barbamamma ha detto:

    certo Mauro, va bene infatti l’ opzione dei conti esteri per un intento di diversificazione, è imprudente se qualche persona vuole aprirli invece pensando di sfuggire alla patrimoniale, perchè non è detto. Il governo greco ha prima fatto uscire i buoi fuori, e poi li ha presi tutti.

  34. e temo aumenterà l’interesse per destinazioni offshore..

  35. Dade ha detto:

    mi sa che la svizzera perderà molti clienti…..con questi accordii…non sono ancora firmati però…!!!

  36. Barbamamma ha detto:

    dade la grecia ha già approvato la tassazione su depositi di greci in banche estere. quanto all’accordo forse ti riferisci a quanto potrebbe fare (e farà) l’europa e o l’italia (chissà chi sarà il primo) affinchè si tassino alla fonte i conti criptati. In un caso o nell’altro si pagano tasse, sia per i depositi all’estro in chiaro sia per quelli criptati (in nero?).
    quanto ai depositi offshore non credo sia così esente da rischi.. finchè siete fiscalemente residenti in Italia.. poi certo se riuscite  a prendere la residenza fiscale a Montecarlo allora state in una botte di ferro.. ma direi che ottenere ciò non è da piccolo risparmiatore..

  37. c’è chi è disposto a trasferire la residenza infatti, pur di proteggere i propri asset. le banche offshore non hanno mai fatto tanti affari come negli ultimi anni (vedi il caso di Cipro quando è partita la crisi Greca).

  38. DAVE ha detto:

    CHE ACCORDI HA FATTO LA GRECIA CON LA SVIZZERA???

  39. DAVE ha detto:

    QUINDI BARBAMAMMA NON VALE LA PENA FARE IL NERO…….COME MAI CONTINUANO A FARLO???MAHHHHH

  40. Barbamamma ha detto:

    chi fà nero fa male alla società e fra poco anche ai propri risparmi(anche gli scudati). quanto alla grecia non ha fatto accordi con la svizzera, ha deciso di tassare i depositi presso banche estere (ovviamente in chiaro). 

  41. cosa pensi succederà agli scudati?

  42. Barbamamma ha detto:

    capitali scudati: penso ad una imposizione straordinaria dei soli capitali che sono rimasti all’estero. Giuridicamente è possibile in quanto non si tratta di retroattività di situazione di fatto in quel momento. E? quello che penso faranno, non subito, molto poi, ma se bisognerà attingere e fare manovre (esempio se la Bce aumenterà i tassi un paio di volte nel 2012).
    detto fra noi, da quanto ricordo da mia esperienza in banca una fetta notevole di clienti faceva così, usava lo scudo per lavare bene i soldini, poi li lasciava all’estero. Quindi fingendo di colpire solo una parte si colpiranno molti scudati. Inoltre credo che i due tersi degli scudati sia in svizzera secondo dati di bankitalia. Bene basterà anche solo fare un accordo per avere una tassazione sui depositi (stile Uk e germania) accordo che può fare l’Italia o l’europa come Ue, e prima o poi, magari poi, ma si arriverà perchè non possono esistere sacche di possibili fughe capitali, per la sopravvivenza delle economie nazionali. Ricordo che quasi tutte le crisi, quelle peggiori come negli anni 30 hanno portato a nazionalismi per difendere le economie nazionali, oggi non è possibile nelle forme di allora ma ci sono molte possibilità per eludere le norme e nella sostanza applicare forme di nazionalismo , la Francia ne è un esempio legale e fattivo. Ecco per curiosità la convenzione fiscale fra svizzera e germania http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/23809.pdf 

  43. pier ha detto:

    Sostanzialmente cosa prevede l’accordo germania-svizzera sui conti cifrati?

    Grazie

    Pier

  44. in sintesi è scritto proprio nella prima pagina del pdf che ha postato Barbamamma

    La convenzione stabilisce che:

    1. sui futuri redditi e utili da valori patrimoniali sarà riscossa un’imposta con effetto liberatorio, e
    2. per i valori patrimoniali non tassati collocati in Svizzera da contribuenti tedeschi si procederà a un’imposizione a posteriori.

  45. Barbamamma ha detto:

    **Guerra Iran** stanno scadendo gli ultimatum, per ora solo pochi giornali ne hanno parlato, specie quelli anglofoni (Guardian e NY times). Entro 6 mesi l’Iran dovrà essere fermato sulla strada dell’uranio per armamenti coperto da uso civile. Attenzione finchè siete in tempo a monitorare i vs investimenti in titoli obbligazionari e azionari posizionati in medioriente (fondi, bond, azioni, ecc). Idem per quelli indirettamente legati.
    http://www.guardian.co.uk/world/2011/nov/02/uk-military-iran-attack-nuclear

  46. Barbamamma ha detto:

    il mercato  immobiliare scende molto in Italia e scenderà un pò in Francia nel 2012 (x  mancanza di agevolazioni fiscali per investimenti in seconde case). Opportunità.

  47. Anto ha detto:

    Salve, scusate se la mia somma ignoranza probabilmente mi fa scrivere una nefandezza, ma, anche se il discorso è molto complesso e articolato, mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse perchè l’economia mondiale si ostina ad affidare le sorti dell’economia alla finanza? E’ così inevitabile che le azioni di una azienda che va bene in termini di produzione e vendita di beni deve soffrire perchè “qualcuno” decide che le relatibe azioni valgono poco? Ci sono cose che probabilmente non capirò mai: una grossa e solida azienza che bisogno ha di quotarsi in borsa (se non, come dice Grillo, per immettere debito nel circuito?). Non sarebbe il caso che i grandi della terra decidessero una volta per tutte di ridimensionare gradualmente il peso dei poteri finanziari per prediligere l’economia “reale” fatta di numeri “veri”?

  48. Barbamamma-MS ha detto:

    si avvicina il governo Monti. Bini smaghi all’economia?

  49. barbamamma-Ms ha detto:

    guerra a Siria e Iran: dal 1 dicembre l’Ue ha messo embargo ai due Stati (strano come al solito non se ne parla troppo sui media). Ho letto la risoluzione nella recente  gazzetta ufficiale dell’UE. La seconda notizia è che al arabiya secondo anche fonti adkronos segnala da giorni la presenza di navi da guerra Usa e Russia verso Damasco. Non si può attaccare l’Iran, si passa dalla Siria.
    In primsi c’è inquietudine personale per questa scacchiera che si muove silenziosamente e che secondo me nasconde qualcosa di serio.
    Poi in uno scenario del genere, che non auspico, potrebbe anche esserci un tentativo Usa di operare una forzatura sullo Yuan facendo abbassare l’euro. Quindi vola dollaro, e pure oro nero (ma anche giallo diciamo).
    Storicamente , da alcuni grafici analizzati, ci troviamo un pò come nel periodo della depressione anni 30. Inoltre la previsione per uscire da tale blocco è sui 10-20 anni. Mi auguro che la storia non si ripeti nel senso che non sia necessario passare per una guerra che nel caso siriano potrebbe davvero portare ad una scintilla per un conflitto esteso.

  50. MS-barbamamma ha detto:

    continua la tensione in medioriente. Io penso che un attacco sia purtroppo vicino e se avessi assets mi preparerei alla tutela investimenti in questo scenario. Meglio difensivi che trovarsi impreparati e con perdite.

Grazie.