Per chi suona la campana: Usa, Ue, Cina, Giappone, Italia
Scritto da Barbamamma
20 Agosto 2011 | Opinioni
L’Italia è in crisi.
Se ora lo scrivo va bene perché è ufficiale, ne parlano addirittura stampa e telegiornali, quindi ora esiste questo problema: il micidiale cocktail del debito enorme e una crescita terribilmente bassa.
Certo, l’Italia non è la sola a dovere affrontare questa ondata speculativa, ma il detto “mal comune mezzo gaudio” non credo possa tranquillizzare gli italiani verso non solo le perdite dei loro titoli ma soprattutto sui sacrifici che saranno sulle loro spalle.
Se si evitasse di trincerarsi dietro i fondamentali e si facesse da subito una manovra pesante, dura ma decisiva sarebbe meglio. Invece faremo a bocconi e sarà peggio, alla fine spenderemo di più e perderemo molte nostre aziende, basti vedere cosa è successo in un anno in Grecia, manovra dopo manovra. Peccato perché è una strada che percorreremo anche noi seppur con modalità diverse, non perché siamo comela Grecia, ma perché siamo l’Italia e appunto abbiamo un debito e un peso sul PIL europeo che ci fanno essere dei sorvegliati speciali. Badate che gli italiani stanno già pagando: ad ogni colpo speculativo sia borsa che titoli di Stato hanno delle perdite (potenziali certo, solo sulla carta finchè non vendete), ma considerato che nei portafogli italiani ci sono molti titoli di Stato e azioni italiane (acquistate direttamente o con fondi comuni e gestioni) c’è poco da fare sonni tranquilli. Senza considerare qualcosa di cui non si parla: i fondi pensione, quelli in cui molti hanno messo il proprio tfr, che hanno di certo perdite ma di cui non troverete servizi giornalistici in merito perché vedete in questi casi, il dictat è sempre lo stesso: non creare allarmismi. I giornali, il vostro consulente bancario, la classe dirigente vi diranno di stare fermi di non muovervi, non vendere, non spostare, non esportare all’estero i risparmi, ecc. Dovete stare fermi, perché il mercato è già ballerino così e se si aggiunge un panico da mercati gli effetti possono creare problemi di maggiore volatilità a chi muove i fili della finanza. Gli italiani quindi stanno già pagando, peggio che una patrimoniale, ma tanto poi (non prima ma poi) arriverà anche quella, forse, perché per uscire da tale crisi la classe dirigente europea sa benissimo cosa fare, il problema è che le misure sono talmente impopolari che si cerca di rimandare per evitare danni elettorali, e invece alla fine le manovre dolorose penso si faranno, ritardarle significherà pagare di più e far guadagnare i soliti noti cioè le economie reali di chi ci governa (qualche Stato oggi, Bce domani). Attenzione non parlo di finanza perchè se un Paese europeo ha crisi noterete che anche le borse di Parigi e Francoforte scendono, parlo di economie reali intendendo acquisti di aziende.
L’Italia non potrà essere salvata dagli altri Stati, questo non è ufficiale, così come non lo erano le mie opinioni sulla speculazione di Btp e titoli bancari scritte su articoli di qualche mese fà: l’Italia non è vero che è intoccabile perché ha un debito troppo grande, anzi è proprio questo che la rende insalvabile con un fondo salva-Stati. Quanti soldi ci vorrebbero, chi li metterebbe questi soldi, chi pagherebbe questa assunzione di rischio? Anche solo tentare di salvare un grande Paese come Spagna e Italia significa rimandare i nodi della moneta unica su economie diverse e fiscalmente autonome, e rischia di creare speculazione anche su economie europee più solide. Ma i big europei nel breve periodo avrebbero più difficoltà se non intervenissero e lasciassero marciare la speculazione sull’euro, motivo per cui bisogna intervenire, tenere il mercato il più possibile e nel frattempo trovare la soluzione definitiva, non indolore, ma guidata, canalizzata. Certo, il mercato lo sa, e colpisce anche dopo le migliori dichiarazioni politiche, perché oggi ha intuito ciò che sta cambiando e contribuirà a cambiarlo.
Chi detiene il nostro debito detiene la nostra politica economica, e a fronte del rischio emittente, e/o di un’eventuale allungamento del rimborso (semmai un giorno avvenisse mai), può tenerci in vita per tenere in vita l’Euro e compensare il rischio facendi shopping nella nostra nazione, comprando a saldo nostri asset strategici, percorso già in atto del resto da parte di qualche Stato, notamentela Franciaela Germania.
La crisi non è mondiale, la crisi è sui Paesi più globalizzati finanziariamente e con lati deboli o fragili, la speculazione è economica ma anche politica, è in atto una lotta di colonizzazione mascherata da aiuti istituzionali.
Signori, non esitono crisi ma solo opportunità (il motto che si sente nelle sale operative finanziarie e secondo me anche in qualche salotto aziendale ed istituzionale).
Vediamo una panoramica veloce su alcuni Paesi:
– USA: per avere la febbre si deve avere almeno 37, è la soglia febbrile, immaginate che si decida che la soglia passa a 38; vi troverete ad avere la febbre, ad essere di fatto malati, ma non formalmente. Gli Usa sarebbero già in default tecnico se non avessero aumentato la soglia del debito, e non è certo la prima volta che lo fanno. Il mio è un esempio semplicistico,ma evocativo per sottolineare che era ovvio che gli Usa non erano più un tripla A (seppur si tratta sempre di una grande economia), il sostegno era determinato in parte dal QE, stampare moneta da parte Fed, ma non pensavo che un giorno qualcuno avrebbe fatto un downgrade perchè chi mai avrebbe potuto osare contraddire la tripla A americana, anche solo per la forza politica che gli Usa hanno ancora? Ma ora che questo è stato fatto, tutto è possibile, nessuno è più intoccabile. Per l’Italia non è una buona notizia questo downgrade anche perché S&P ha valutato nella sua decisione il processo politico statunitense, e ricordo che sempre S&P pochi mesi fa ha chiaramente indicato che avremmo subito un downgrade anche noi nel caso di stallo politico e mancanza di riforme. Direi quindi che la situazione odierna non ci fa state obiettivamente tranquilli e penso che S&P o Moody’s ci metteranno sotto osservazione nel prossimo anno.
– Cina: nemmeno la Cina può permettersi una crescita esponenziale infinita, e prima o poi qualche cricca la avranno anche loro. Per ora , sul piano della economia politica il messaggio è chiaro: gli Usa hanno bisogno della Cina che è il loro maggior creditore, mala Cinanon può permettersi degli Usa in eccessiva crisi finanziaria altrimenti ne và delle loro finanze. Le due economie hanno bisogno l’una dell’altra, seppur rimarrà sempre viva la corsa alla leadership che alla fine vedrà perdente gli Usa e vincente l’India.
Ho detto India? Eh eh…
– Giappone: secondo me il Giappone ha già fatto il giro di boa, non è più sostenibile la loro situazione col debito più alto del mondo, la popolazione anziana e mancanza di efficaci politiche di immigrazione (sennò chi lavora e chi paga le pensioni?), ma per ora tutto tace. Secondo me prima o poi arriverà anche il caso Japan, ma forse qualcuno ha deciso che non è ora il momento.
– UE: questo è il capitolo più dolente. Stando così, fra 10 anni ci sarà l’euro come lo conosciamo oggi? Come disse Manzoni: “ai posteri l’ardua sentenza”. L’Ue se cercherà di tentare di salvare qualche Stato (o meglio i mercati e l’euro) con operazioni straordinarie come l’acquisto di bond italiani da parte Bce si potranno avere dei periodi di apparente calma, ma poi ne risentirà la moneta unica insieme alle borse europee, perchéla Bcenon può diventare un hedge fund, né permettersi di comprare i titoli di ogni Paese membro in difficoltà. Un fardello del genere significherebbe far affondare tutta la barca, la zavorra rischia di fare troppi danni. Morirà Sansone con tutti i filistei? Lasciare uno Stato al suo destino sarebbe comunque un errore se venisse fatto subito, quantomeno per le opportunità da giocarsi nell’acquisto dei suoi assets, e comunque creerebbe incertezza sul futuro dell’Ue e della moneta unica. Gli Stati hanno già deciso, hanno bisogno ancora di un po’ di tempo per sistemare qualche partita e qualche affare nazionale. La strategia potrebbe essere quella di spingere ad ogni ondata speculativa lo Stato in questione , ad esempio l’Italia, verso nuove e sempre più pesanti manovre fino ad arrivare a far vendere i gioielli di famiglia, privatizzando ad esempio l’Eni, acquistando ad esempio le aziende italiane che oggi hanno una patrimonializzazione tale da essere preda di scalate(Unicredit, Generali e altre aziende hanno una quotazione che era impensabile tre anni fa), e magari puntando anche sullo sfruttamento (ehm, concessione) di siti turistici, archeologici, in gestione a società private straniere. Noi abbiamo qualcosa che ci invidiano all’estero: un discreto risparmio privato (che fa gola a banche estere e sim) ; il maggior patrimonio artistico mondiale (pensate quindi alla rete di trasporti passeggeri aerei e ferroviari, alla gestione turistica); e una bella posizione assolata al centro del mediterraneo (pensate al solare, il futuro si gioca sull’energia). Non se li lasceranno sfuggire.
L’Europa della moneta unica deve diventare grande e capire cosa vuole essere, così non va avanti, o tira a campare rischiando lo sfaldamento o decide di diventare una federazione e a questo punto ci vuole una politica fiscale comune, un governo europeo incisivo e una politica estera comune.
– Italia: il debito è enorme e la crescita debole, seppur il Paese ha ancora un discreto risparmio privato, motivo per cui la speculazione si è svegliata, o meglio, qualcuno se era già accorto che i conti non andavano e le prospettive neppure ma per permettere di alleggerire le banche del rischio Italia era necessario che i mercati fossero tranquilli. E’ ad esempio noto che Deutsche bank ha venduto 7 mld di titoli italiani su 8 mld detenuti, un vero scarico che forse ha anche una motivazione politica, ma per ora ragioniamo solo su ambito economico. Un tempo, in maretta, lo Stato svalutava, un tempo era più difficile burocraticamente spostare le proprie aziende all’estero, un tempo l’Italia aveva una crescita molto più alta di quella odierna, un tempo l’Ue non era ciò che è diventata oggi (l’erosione della sovranità nazionale è un processo noto e aderito dagli Stati membri), la finanza non era così globalizzata e i risparmiatori italiani investivano in titoli di Stato, libretti e qualcuno in qualche azione italiana passando sempre dalla banca (internet non c’era ancora). Quindi nulla sarà come prima perché nulla è come prima, il momento storico, sociale, economico è diverso, enormemente diverso.
Il Paese ha vissuto sopra le proprie possibilità ed ora o si rinuncia a qualcosa (o molto) o si perde tutto.
Questo si tradurrà in alcune manovre molto pesanti, perché i mercati vorranno risposte in tempi brevi, risposte concrete, cifre immediate, che non possono limitarsi a prospettive. Per intenderci, la crescita per essere strutturale e sana necessita di tempo, di anni, quindi è certo importante agire per la crescita ma in tempi brevi sarà necessario agire tagliando la spesa, aumentando tasse e tariffe e privatizzando. La risposta sarà quindi amara per le tasche degli italiani, ma ogni ritardo costerà molto di più rispetto ad agire subito. La ricetta è già nota, è stata già attuata da altri Paesi europei. Gli investitori vogliono risposte in breve periodo, con tempi molto veloci, e quindi bisognerà fare cassa e nel caso in cui essi dovessero verificare dei tempi di risposta lenti e approssimativi il mercato si muoverà a tal punto da costringere a politiche impopolari prese dal governo eletto oppure da un governo tecnico presieduto da personaggio di rilievo economico internazionale, ad esempio Monti o Bini-Smaghi. In realtà un governo tecnico c’è già, presieduto da Francia e Germania: l’Ue sta già dettando all’Italia l’agenda economica così come fatto perla Grecia.
Il mondo economico, sociale, politico sta cambiando pelle. La campana suonerà per qualcuno di questi Paesi citati o per tutti?
Forse il double dip è alle porte
20 Agosto 2011 | Opinioni
Tags: cina, crisi economica, double dip, eu, germania, giappone italia, grecia, usa
Il fmi ha previsto una recessione per l’Italia. Questo lo sapevamo, aspettiamo solo la foto ufficiale delle statistiche, anche se mi aspettavo una previsione ottimistica attorno all’1% di recessione e invece la previsione è del 2,2% cosa preoccupante perchè spesso le previsioni non ci prendono, ma in peggio, cioè danno una immagine migliore della realtà, esattamente come l’inflazione.
Seconda cosa che si farà sentire è il rallentamento dei Paesi emergenti. Qui il nodo arriverà, perchè certamente cresceranno ma okkio alle battute di arresto per chi è abituato a crescite percentuali notevoli (su cui si basa anche la spesa in infrastrutture per esempio..), potrebbe non essere così indolore.
Comunque vediamo positivo e passiamo all’azione.
Mi sento in una fase di grande ottimismo, la finanza globale tentenna, l’Europa è in una crisi per forse dieci o quindici anni, ed è questo il momento di aprire la danza con le idee imprenditoriali.
Io penso proprio che in questi anni certe idee cambieranno le abitudini e l’assetto economico-lavorativo, che si passi dalla robotica a nuove applicazioni di prodotti e servizi già esistenti, o da qualche brevetto a nuove idee imprenditoriali, penso che in questi anni nasceranno silenziosamente le aziende e le idee leader di domani, pronte a svilupparsi con la ripresa, così come avvenne dopo la Grande Depressione.
armi di distrazioni di massa: mentre tutti guardano alla grecia i titoli portoghesi arrivano su 5 anni a superare il 18% di rendimento, con spread del decennale col bund di oltre 1200 punti.. non so davvero dove andremo .. o meglio me lo immagino e mi preparo.
http://www.eurotlx.com/strumenti/ricerca-avanzata.php?z=1&c=24
con Italia e Spagna in fase di (felice, sembrerebbe) consolidamento (o “amministrazione indiretta controllata”) non pensi che si possa a livello europeo fare un fascio di tutti i problemi più grossi (Grecia, Portogallo, Irlanda) e risolverli con una mossa pressochè unitaria?
sarebbe quello che calmierebbe i mercati ma la risposta realistica alla tua domanda è: si, finchè unitario significa che la Germania non paga gli errori di gestione di altri. Unitario si, finchè la Germania (e un pò Francia) indicano loro le condizioni utili ai loro rispettivi Paesi.
E questo tutto è tranne una mossa unitaria, semmai una mossa dirigenziale.
Ci aiuti a capire come dovremmo prepararci? Grazie davvero
scenario anni 30 con in peggio le banche centrali che intervengono e drogano il mercato,ops, volevo dire che lo salvano..
terribile ed incredibile notizia http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_08/grecia-accordo-junker_21b739e8-527f-11e1-9430-803241dfdaad.shtml
La troika sembra aver convinto la Grecia a fare l’ultima accetta sulla sua gente ed economia, per un prestito che non salva la Grecia ma tiene buoni i mercati per timori portoghesi (che sarebbe effetto domino).
Fantastici i partiti greci che seppur in ritardo hanno detto no, noi ci fermiamo con il massacro sociale, europa vai a.. fatti vostri e delle vostre banche, ora facciamo un mezzo default e ci risolleviamo senza gli strozzini della troika.. e invece chissà come, sembra abbiano cambiato idea.
E’ la morte della democrazia, semmai è esistita, pure quella di facciata. Niente referendum, pressioni sul parlamento greco, insomma questa Europa ed Fmi decidono tutto loro, e questa non è una notizia bella. L’articolo spiega cosa colpiranno ancora. Chi paga? i cittadini greci. Col lavoro, diminuzione salari, aumento prezzi, aumento tasse,taglio servizi, vendita dei gioielli statali, un massacro sociale e nazionale, e poi dicono che le guerre in Europa non ci sono. E’ in corso una guerra di potere, commerciale e fiscale impressionante. Allora quando uno perde un’altro guadagna questo è un circuito chiuso. Ebbene chi guadagna? chi comprerà e chi ha già comprato gli asset greci? aeroporti, acquedotti, società. acquisti immobiliari a prezzi stracciati.. ci sarà qualche giornalista che ce lo scrive? Beh io non ho trovato l’info, magari se voi riuscite scrivete, da ciò si capisce a chi conviene questo sfacelo (oggi alla grecia domani chisà a chi..)
altra notizia che dico di monitore da almeno un mese: la Siria, verrà sempre più probabilmente attaccata. Questa notizia è terribile dal punto di vista umano. Se la devo vedere anche dal punto economico oltre a destabilizzare l’area (mercati), porterà il petrolio a livelli record (anche l’oro del resto). La benzina arriverà a 2 euro al litro nel giro di 6 mesi, questo implicherà aumenti di prezzi ad ogni livello (inflazione), e crisi più aspra per gran parte delle aziende.
Chi può, lo dico anche questo da molto tempo, cerchi una indipendenza energetica della propria abitazione, i costi dell’energia aumenteranno molto, specie se , come sappiamo, la Russia è pro Siria e quindi potrebbe avere ripercussioni sull’Europa con forniture gas(cosa già in parte attuata), per questo l’europa tentenna, è fra due fuochi.
Sono sempre più allibita. Ma questi signori che ci guidano hanno idea di qual’è la direzione? “Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?” direbbe Totò.
Ovvio, sud est asiatico ! (quello ricco ovviamente: malaysia e singapore)
DeeJay
mah, col barile che prima o poi arriverà a 140 usd al barile dubito.. Io penso che i Bric hanno tanta ciccia ancora, ma io non vorrei vivere in una India delle caste, o in una Cina dove se mi viene a trovare il mio amico missionario non può dir messa perchè li la possono dire solo i preti cinesi, o che ho censura e non posso accedere via internet a parole-ricerca come Tibet.. Prima o poi le tigri asiatiche saranno le persone che si ribelleranno per i diritti umani. Il modello cinese è una follia, si basa sulla schiavitù moderna.
Ma io Ti ho detto malaysia e singapore, non india o cina o brasile o russia… la malaysia ha il petrolio, la benzina (importata) alla pompa fa 0,45 €/litro e quando non avranno piu la convenienza ad importarla se la raffineranno da soli. se il petrolio sale, loro ci guadagnano.. è civilizzata e selvaggia allo stesso tempo, ci sono scuole e ospedali e la giungla, a volte a 100 metri tra loro. l’integrazione sociale è un modello anni luce da noi. i bambini a 5 anni parlano l’inglese. hanno 3 razze (malesi, cinesi, indiani) 4 lingue (malese inglese mandarino tamil) e un infinita di religioni e il tutto coesiste tranquillamente. tutti mangiano e non c’e’ miseria. Singapore è semplicemente spettacolare. L’india è ancora molto povera (come thai, vietnam, myanmar, bangladesh etc). Cina è un regime: neanche per sogno. Brasile: potrebbe andare ma ti sparano per strada. Russia: cara e mafiosa.
Ho detto la mia… sorry
Buongiorno,
sono estremamente preoccupato,arrabbiato e depresso.
Visto la Vostra invidiabile lungimiranza nel leggere ed interpretare i fatti economici-finanziari, chiedo cortesemente un opinione personale su cosa sara’ il nostro paese tra 5-10anni in virtu’ delle politiche messe in atto da questi delinquenti,fascisti finanziari.
Cerco tutti i giorni di darmi una risposta anche per prendere le dovute contromisure per mettere al riparo la mia famiglia, e per questo chiedo lumi.
Grazie e ciao
dici in Italia? Gli eventi che si “leggono e interpretano” si aggiornano in ogni istante, quindi a volte se faccio un prospetto di strategia devo modificarlo nel caso intervenga un evento forzato (esempio, la Grecia è fallita da due anni, idem certi Stati americani, idem l’Irlanda e il Portogallo è al collasso, ma va bene così per l’establishment, tutto deve stare fermo per il popolo, finchè buttano fumo negliocchi con giri partite finanziarie..).
Facendo una fotografia oggi, direi che fra 5 anni l’Italia starà peggio e fra 10 idem, mentre se si innescano delle politiche di sviluppo industriale (che non vuol dire mica industria pesante) allora fra 5 peggio e fra dieci si inizia ad uscire dal tunnel. Ma ad oggi non vedo come possano arrivare i capitali esteri in Italia per investire nel Paese e creare occupazione.
Invece butto lì uno spunto su un altro piano: fra 10 anni vedo molta automazione e fra 30 molta robotica.
Ci ragioniamo su? Perchè il filone imprenditoriale può essere molto interessante se sviluppato bene, e portare molti bei soldini.
Magari ne riparlerò..
guarda, oggi ti ha risposto Napolitano “Se c’è chi pensa che si può essere al sicuro tornando al passato, si colloca fuori della realtà”.
L’Italia di ieri non c’è più è entrata in agonia 15 anni fà, è morta due anni fà, e quella di domani è nata circa un anno fà con europlus e ufficialmente con il governo Monti.
Personalmente mi sono molto appassionato alla teoria della decrescita,ho letto un po’ di roba di Serge Latouche, e piu’ lo approfondisci piu’ ti rendi conto che l’utopia e’ ostinarsi a cercare la crescita per ripagare i debiti.
Quindi se il nostro futuro e’ quello disegnato da un tecnocrate ,facente parte di una casta di tecnocrati , che vede la crescita come unica via d’uscita da questa situazione c’e’ poco da essere speranzosi.L’Italia di ieri non esiste piu’, e’ vero,ma il modello piu’ sobrio di 30-40anni fa’ e’ ancora ben impresso nelle menti di chi lo ha vissuto e lo ha potuto paragonare a questo di crescita forzosa.
Non credi che si e’ cominciato l’epoca del “DE”…ovvero deleveraging,deindustrializzazione,deurbanizazione delle nostre societa’ per cosi’ dire evolute?
Insomma questa crisi ci ha portato ad una svolta storica oppure si vuole ricomnciare cambiando tutto per non cambiare nulla e far trovare i miei figli nella stessa situazione in cui ci siamo trovati noi in questi anni?
Chi glie lo dice a queste persone che stanno governando senza suffragio? Come puo’ durare Monti, a fare manovre di 15MLD anno
in onore al fiscal compact, senza essere stato eletto da nessuno?
Mi stupisco solo,e chiudo, che anche tu pensi di “ripartire” con capitali esteri in nome di un ulteriore sviluppo……per andare dove?
Per ripagare il debito? Il debito si ristruttura e si riparte molto piu’ piano e andando nella direzione opposta.
Credo proprio che Napolitano anche questa volta abbia steccato….il passato piu’ sobrio meno arrivista e’ il modello del futuro.
Viceversa esiste per dirla alla Tremonti il concreto pericolo del fantasma della poverta’.
Condivido, ma sul tuo appunto preciso che io sono daccordo con Roubini circa la ristrutturazione del debito italiano. Roubini dice del 25%, io dico almeno del 30%.
Una volta però ristrutturato il debito almeno parzialmente (totalmente è un disastro, e poi tu ti fideresti a ridare soldi a chi non te li ha restituiti la prima volta?), bisogna ripartire.
Ripartire non per ripagare il debito, come indichi, ma ripartire per ricostruire l’Italia che cade a pezzi, a partire dal lavoro.
Ho fatto già una breve locuzione sul concetto di lavoro all’interno della Costituzione, il lavoro è basilare per una società. Possiamo vivere in modo più sobrio, ma senza lavoro come si fà a vivere?
E il lavoro chi lo porta in un mondo globalizzato dove la ricerca del profitto alto porta a delocalizzare?
Chi metterà soldi per ammodernare il Paese, per degli interventi sul territorio idrogeologico, per interventi sul patrimonio artistico, per interventi sui nostri centri storici, sulle nostre strade, ferrovie.. o lasciamo che tutto vada a pezzi, ce ne incuriamo come fatto fin’ora finchè non c’è il disagio se non disastro di turno?
E se non ci sono i soldi americani del piano Marshall del dopoguerra, e se non ci sono i soldi italiani perchè lo stato non si può più indebitare, e se non ci sono iniziative private in Italia che si fà?
Ecco perchè dico che i soldi, che ci sono, nel mondo, devono essere attirati da noi con misure e progetti ben precisi e a questo deve pensarci la politica che fisserà le agevolazioni ma anche le priorità se uno vuole investire in Italia.
Io sono contro il modello attuale economico che punta tutto sul Pil, come già anticipato in altri miei commenti oggi ci sono altri indici che rendono e devono rendere meglio il benessere.
Io ho un percorso accademico che ha sviluppato lo studio dello sviluppo sostenibile, e credo che sia il modello di sviluppo che intendo.Capiamo tutti che il benessere di un Paese non si vede dallo spread. Oggi lo spread è meno preoccupante di tre mesi fà ma gli italiani sono più tartassati di tre mesi fà. Quindi, seppure la finanza ha ormai un suo ruolo dominante che si ripercuote nelle tasche dei contribuenti, non è quello l’indice di sviluppo o di benessere.
Ma lo spread è sotto controllo, e secondo i giornali allora tutto va bene.
Condivido però la tua preoccupazione per quanto si lascia ai figli.Consapevole di quanto stava accadendo in Italia ho fatto un cambio radicale. Ne sono contenta, oggi guadagno meno ma sono moolto più benestante di quanto non fossi in Italia, a dimostrazione che la qualità della vita è l’indice più importante per me e per la mia famiglia.
ho rivoluzionato anche i miei investimenti, ho abbandonato da quattro anni il dox titoli,ho venduto tutto in Italia , comprato una casa indipendente con giardino (in buona posizione centrale di una cittadina). Ora punterò all’indipendeza energetica. Domani, già fra 6 mesi saremo forse alla follia del petrolio. Punterò anche a pezzi di terreno agricolo. Punto ad un continuo aggiornamento professionale in ambiti per cui possa “VIRARE” da un lavoro ad un altro. Punto a creare una azienda, solo di idee, brevettare, ho una valanga di idee di come sarà il prossimo futuro su cosa puntare. Un domani forse raccoglierò i frutti. Per oggi ho salvato capra e cavoli, cioè i miei soldini e la mia famiglia, dalla decadenza che è in corso. Nessun Paese può dirsi fuori dalla crisi, ma io cercherò di tenermi aggiornata con la informazione indipendente(più fonti personali).
Monti salverà lo spread e lo faranno presidente della repubblica nel 2013, come premio per aver compiuto il programma del patto europlus.
Il rientro di 15? o 40? miliardi all’anno saranno un salasso che pagheranno gli italiani sotto varie forme. Il fatto è che non ci si può sottrarre. La Grecia ci insegna che non esiste più o quasi la democrazia, che non decide il popolo con un referendum, nè un parlamento che dovrebbe agire senza mandato (in termini giuridici cioè per il bene di tutti) e invece agisce su pressioni e mandato della Troika.
O si subisce o si cambia. Io non sono riuscita a cambiare il mio Paese nemmeno nel piccolo quando vi risiedevo. Guai a dire che l’evasione è sbagliata, mi rispondevano “mica sono fesso”.
E allora non volevo subire e me ne sono andata.
Se la maggioranza dei lettori o degli italiani oggi cerca tutela per i propri risparmi arrivando a portarli anche all’estero, e questo lo fanno con diritto, anche io ho il diritto di cercare tutela per cio’ che sono i miei beni, cioè la mia famiglia, il futuro dei miei figli, le propsettive di studio, lavoro e qualità della vita . E quindi ho portato tutto ciò spostando all’estero.
Perchè da tutelare non ci sono solo i risparmi, ma la propria qualità della vita, le prospettive, il desiderio di vivere in uno Stato più efficiente.
Bravo Deejay, ottima sintesi dei Bric!
Sulle altre due però non so.. conosco una famiglia che si deve trasferire a singapore, solita apertura di stabilibenti lì, e lui se ne occuperà. Primi viaggi: impressione chiesta a loro. Risposta non positiva, nel senso che togliendo le mega condizioni di trattamento economico (unico motivo per cui si spostano per tre anni) per il resto è la solita vita confinata o quasi nel quartiere “occidentale” con persone francesi, inglesi, americane, e scuole francesi e o inglesi, ospedali privati per assitenza all’occidentale.
Bah..
Che dire.. io ripeto non sono un dirigente/supervisor da 10000 euro al mese, sono solo un freelance, ma sono sempre stato nei posti dei “nativi” e questi mi sono piaciuti. nel caso di singapore sono stato ovviamente a chinatown e.. mi è piaciuta. Chiaro che se avessi uno stipendio da 5000-10000 euro al mese qui in italia, col ca**o che andrei via!
… e se rileggendo Marx ed Engels scoprissimo qualche spunto di riflessione?
Ciao Barbamamma, volevo chiederti cosa pensi di quello che scrive Paolo Barnard sul suo sito, in particolare del suo saggio “Il Più Grande Crimine” e della Modern Money Theory su cui sta organizzando un convegno a Rimini per fine mese con un gruppo di relatori “guru” americani in materia.
Pare che l’Argentina sia uscita piuttosto bene dalla crisi del 2001 adottando la MMT.
Forse la Grecia potrebbe fare altrettanto….. Penso che l’MMT costituirebbe tuttavia un precedente pericoloso in Europa se venisse adottata e dovesse poi sortire risultati positivi.
Io sono assolutamente un profano in materia economica. Leggo con interesse quello che tu e gli altri bloggers scrivete sui siti come questo su cui dimora il pensiero indipendente.
Faccio questa premessa per dire che ad uno come me i concetti della MMT appaiono condivisibili almeno da quello che ho letto.
Condivido l’idea di diffonderne i concetti affinchè tutti sappiano che può esistere un’alternativa al dominio incontrastato del Mercato e soprattutto di coloro che lo controllano; condivido meno l’atteggiamento rivoluzionario dello stesso Barnard che a mio avviso tende un po’ incautamente al sovversivo.
E’ pur vero che i cambiamenti epocali sono scaturiti quasi sempre da grossi traumi sociali e, tutti consapevoli delle forze e degli interessi in gioco, penso che combattere il “vero potere” comporti certamente l’adozione di misure di livello adeguato.
Per cui mi interessa il tuo punto di vista e, ovviamente, anche quello degli altri bloggers che ritengano di intervenire sull’argomento.
Grazie.
tutti gli economisti possono dare spunti di riflessione, l’importante è non idealizzare ed estremizzare i concetti
Per Antonio (scrivo qui sennò diventa troppo piccolo il commento).
Mi chiedi una opinione sulla teoria della MMT. La risposta è che non mi convince. E’ un tipo di approccio già sperimentato nel periodo del nazionalsocialismo tedesco (1933-39) quando si è creata moneta, si sono lasciati fuori i mercati finanziari, si è garantita la piena occupazione e per tenere a bada l’inflazione si controllarono prezzi e salari, cioè un approccio “socialista” ma tuttavia “nazionalista” perchè non ci si indebitava con Stati e banche ma si stampava moneta.
Approcci del genere con varianti le abbiamo anche in altri Paesi come Giappone, Taiwan, Singapore.
Lo stesso Keynes nel ’36 scrisse che le sue teorie erano più facilmente adottabili da Stati totalitari anizhè in nazioni dove prevale il laissez-faire.
La deriva nazionalista è un pericolo, che in altre forme rispetto agli anni 30, ci accomuna col periodo della grande Depressione.
Oggi mi sembrano un pò anacronistiche, seppur si possano prendere degli spunti. Ciò che mi lascia però diffidente è il tono in cui questi economisti “pubblicizzano” la teoria. E? facile in periodi come questo caalcare le paure, ed arrivare ad uno scontento generale della popolazione che spesso, purtroppo, si traduce in frizioni sociali, e ove la popolazione arrabbiata e amareggiata possa trovare una ancora di salvezza con lo sfascio del sistema attuale. Il rischio di derive del genere, già viste nel mediterraneo recentemente, non andrebbe fomentato. Ci troviamo in un passaggio epocale, ma la risoluzione deve penso vagliare con lucidità ogni conseguenza(chissà se si fecero questa domanda nel 32 in Germania , la gente dico).
QUindi, io non so se l’euro resisterà o no per esempio,e non lo so perchè questa decisione dipende solo dagli interessi di una o l’altra parte di potere. Ieri la Grecia si doveva salvare, oggi siamo al limite, domani potrebbe essere lasciata sola. Il timing dipende dalle banche, dagli Stati che ne hanno interesse, dagli speculatori, ecc.
L’importante è capire cosa accadrebbe in uno o nell’altro caso.
In una emittente frances hanno trasmesso di recente una simulazione tipo reality, ben fatta. Avremmo gravi problemi, come popolazione ad una uscita dell’euro, qualunque sia lo Stato a farla. QUesti problemi si potrebbero calmierare con una parità col dollaro. Bada a quello che scrivo: ****che si cerchi di far arrivare il cambio euro dollaro alla parità nei prossimi mesi-due anni, prima che si dichiari uno sfascio dell’euro?***. Potrebbe essere benissimo, è del resto già in corso una svalutazione dell’euro da almeno un anno.
Vedi io non sono economista anche se ho studiato esami di economia, non ho una voce “uffialmente riconosciuta” perchè non sono accreditata da una università o da un giornale che faccia apparire saggio e veritiero ciò che scrivo; sono una cittadina molto attenta, informata, mi vado a vedere i dati ufficiali e me li studio, leggo per ridere gli articoli dei giornali (che spesso non analizzano i dati economici e a volte manco li danno), leggo e mi tengo informata sulla situazione politica, le teorie di sviluppo, e certi movimenti di finanza che mi danno il segnale di interconnessione dei dati, e cosi’ mi faccio una mia idea critica di quello che accade.
Quando ero in banca e per esempio nel 2007 si vedevano già problemi di liquidità delle aziende(io ero a Milano centro nella sede di u na banca) come si faceva a dire che tutto andava bene? Erano i primi segnali, ed infatti i primi segnali sono sempre timidi e di difficile lettura, ma chi li coglie sa come muoversi per tutelarsi, chi invece arriva a conoscerli quando diventano il titolo da prima pagina di un grande quotidiano è già troppo tardi.
Quanto alla moneta.. tasto dolente.. cosa vale la moneta? Proprio ieri confrontavo dei grafici presi degli ultimi 20 anni fra varie monete e… un’altra cosa. Incredibile, mi sono resa conto che nemmeno il franco svizzero è poi cosi’ esente da inflazione nei confronti di questa cosa.
Magari se ne riparlerà. Comunque questa è in sostanza la mia idea, spero altri vogliano dare la loro.
Una volta ero un discreto “graficista”….il grafico racconta la storia e indica la strada futura…..cosi’ era un tempo,oggi non piu’ .
Il grafico,e l’interpretazione di esso, si basa sul concetto che esista un “mercato” libero razionale e con asimmetrie informative.
Oggi il mercato non esiste nel senso piu’ tecnico del termine,ovvero esistono delle borse valori senza mercato,ovvero Banche Centrali che stampano moneta e decidono a tavolino via via la direzione che gli assets devono prendere.
Se guardo oggi l’EUR/USD ed applico i crismi che avrei applicato 2 anni fa’, vedo scritto a caratteri cubitali un cambio di 0.8 euro per dollaro…..e’ palese e chiaro, ma come si vede invece dai “mercati” di tutti i giorni c’e’ una riluttanza a scendere anche di poco.Il grafico che si vede fa riferimento ancora a quando il mercato esisteva,oggi non esistendo, non si puo’ parlare + in termini grafici come prima.Il mercato esistente avrebbe portato lentamente l’euro a quel livello,oggi purtroppo ce lo porteranno dopo aver preso una decisione seduti attorno ad un tavolo magari nel giro di un Week-end,con una violenza mai vista,cosi’ che il nostro grafico non sara’ piu’ composto da una linea continua ma si vedra’ una linea facente parte di 10 anni di mercato ed una voragine che sancisce ufficialmente l’inizio del non mercato.Cosi’ sara’ anche per gli altri assests.
Si ricomincera’ da livelli dimezzati rispetto agli attuali ,in tutt’altro contesto, in una sola notte.
future will tell
Monique … 🙂 … la domanda era di Giannigori666, ma va benissimo lo stesso.
Scusa Antonio, sto invecchiando..
:-))
23.02.2012 Barbailluminazione: l’euro non si sfalderà. Barbaconsiglio: pensate alla indipendenza energetica piuttosto finchè siete in tempo.
Ciao Barbamamma, seguo giornalmente i tuoi pensieri e consigli su questo sito che giudico ben fatto, coinvolgente e chiaro per tutti. Ecco la mia domanda: vivo e risiedo in Italia, precisamente in Liguria sul mare… cosa mi consigli tra un investimento in un immobile oggi pagato il giusto prezzo o tenere i soldi in banca in attesa che il mercato immobiliare scenda?
Grazie infinite
la valutazione dipende da alcuni fattori:non hai scritto dove prenderesti l’immobile, cosa ci fai, e se hai valutato nel suo rendimento (ad esempio se lo metti in affitto) il costo delle spese (es. manutenzione straord, condominio, ..) e tasse dirette ed indirette.
Detto ciò , che ci dirai, genericamente oggi il mercato italiano è sceso, io ti parlo di Milano almeno, e ci sono moltissimi invenduti in molte città (specie sul nuovo), senza contare i capannoni vuoti. Il tasso demografico italiano è scandalosamente basso. La domanda è: chi comprerà domani? Specialmente con questo credit crunch che continuerà qualche anno? E nel caso si affitti valuta sempre la domanda: chi prende oggi in affitto? spesso persone che non possono accedere alla proprietà o per contratto o per risorse, quindi il rischio è anche sull’affitto e la legge italiana tutela molto gli inquilini.
Oggi se proprio compri devi pensare a non comprare al giusto ma comprare molto bene per te. Non è vero che il mattone guadagna sempre, in termini reali ci sono anni in cui si è abbassato. Ho diversi amici che hanno comprato quattro anni fà e non vendono oggi perchè non riprenderebbero i loro soldi (considerato anche le spese notaio e qualche rinnovazione fatta).
Quindi la risposta dipende anche da queste valutazioni.
Di contro, ti posso dire che in Francia diversi investono in Italia in questo periodo comprando molto bene (per loro), proprio di recente un amico proprietario di agenzia immobiliare qui in Francia ha comprato un rustico con terreno in Salento.
ritorno a bomba dopo un mese dall’ultimo post in merito ai problemi prossimi ,forse, relativamente al costo energetico. Scenario 1: attacco Siria-Iran, fiammata petrolio, azioni Onu o di pool di Stati , leva Russa sul gas. Mi fermo a questo ipotetico scenario, per riportare l’attenzione sul caro energia, specie sul termico.Se riuscite ad essere autosufficienti è un gran vantaggio per voi, pensate soprattuto al riscaldamento.
in Svizzera 3 ore di lavoro non retribuito a settimana per combattere il caro-franco fintanto che non c’è pareggio a 1,30 sul dollaro e al massimo per due anni
http://www.cdt.ch/ticino-e-regioni/economia/50107/tre-ore-di-lavoro-gratis-all-agie.html
da noi invece le aziende danno per scontato si debba fare overtime gratis..
guarda vada pure il mito svizzero per i depositi, ma per il resto io non ci vivrei, ho due cognati che lavorano in banca a lugano e va bene lo stipendio alto ma poi se chiami il dottore al telefono paghi, se chiami un artigiano è carissimo, senza parlare di mensa a scuola e di tutto il resto. Per fare un certificato in comune chiesti l’equivalente di 10 euro!!
Zero garanzie sul lavoro e guarda che pure li ne combinano di cotte e di crude pure in banca.. lasciamo stà..
O si fa il frontaliere (ma politicamente li stanno compattendo anche con ripicche di tasse da parte svizzere che non le riversa ai comuni frontalieri) o chi vive in svizzera ticinese va a comprare in Italia dove può.
Meglio, secondo me, un altro tipo di Paese con ancora certe garanzie , certi prezzi calmierati specie energetici, e una economia un pò più variegata.
benzina tocca i 2 euro.lt
domanda: ma se calano i consumi (come ovvio) da dove li prende i soldi lo Stato?
Altra manovra in vista?
Non subito ma abbiamo tempo, dobbiamo arrivare al 2013..
Eh Eh…
Anche un senior economist HSBC mi da ragione! Malaysia sempre ai primi posti come crescita e outlook
http://www.research.hsbc.com/midas/Res/RDV?p=pdf&key=ej73gSSJVj&n=282364.PDF
ho messo il link diretto.
l’europa invece investirà in partnership con l’India, secondo le proposte di crescita europea di Monti-Cameron.
India in volata su Cina fra dieci anni, specia se si punta davvero al mercato unico digitale.
inserito articolo sulle proposte di crescita europea..
per quale motivo dobbiamo arrivare al 2013?????
Elezioni politiche
Verissimo. Tutti gli ingegneri con i quali ho avuto a che fare in Malaysia sono indiani. Ma il plus dell’ingegnere indiano è lo stipendio, non le capacità. E in india ci sono diversità sociali spaventose
no, iniziano a palesarsi i nodi al pettine, si inierà a vedere che i mega introiti delle prime manovre di un anno fà non arriveranno (non arriveranno tutti i soldi dall’evasione per esempio che è una voce preponderantein quelle manovre perchè sappiamo che se scovo 100 di evaso recupero 10 se mi va bene), e poi perchè entreranno le nuove norme sui bond statali per cui i privati parteciperanno alle perdite.. insomma dal 2013 ci sarà poco da nascondere, inizierà a vedersi la polvere sotto il tappeto . Ma i boss sperano che per allora la crescita sarà del 10% ahah
Grazie Monique sempre preziosa. Wow! credi ci voglia ancora un anno? io pensavo che la puzza di marcio potesse uscire anche prima…
si tira avanti finchè si può,Grecia Portogallo, Usa.. Non ci vuole un anno perchè ci sia il peggio, ma ci vuole almeno un anno perchè si inizi a vedere che le toppe messe prima non servivano erano solo propaganda.
Anche io mo’ vado in banca e dico che siccome prevedo che fra due anni guadagnerò dieci volte tanto allora mi devo adesso dare un prestito consistente.
Eheh, accà nisciuno è fesso direbbe Totò..
gli indiani delle telecomunicazioni ci traghetteranno nel mercato unico digitale europeo.
Forse adesso è ora di guardare alla spagna (oltre che all’italia ovvio) e tenere d’occhio la germania
no, ora è il momento di portogallo, del forte rallentamento della crescita cinese, della grecia ancora, e poi l’Italia con la sua depressione economica di lungo periodo. é la realtà, guardatevi in giro sono tanti puntini che si uniscono.
mm.. per come la vedo io portogallo/grecia/italia sono gia evidentemente fallite..
la grecia si, il portogallo è messo malissimo, l’Italia non è fallita, ma si vivrà male per molto tempo per risanare i conti
Andato! http://intermarketandmore.finanza.com/portogallo-alla-deriva-rischio-swap-debito-43636.html
Manca solo l’Italia… Please wait